Predappio 

Predappio è famosa per una cosa sola. Eppure quella cosa è un volano per l’economia locale, e non si può sputare nel piatto in cui si mangia. Pensate se Las Vegas mettesse al bando gioco d’azzardo e prostituzione, in poco tempo andrebbe in malora. Il vero problema è che lui, il mortaccione, è il vero primo cittadino di Predappio. Il sindaco, che sia di destra o di sinistra, è solo un facente funzione. Più si è sdoganato il fascismo, tanto più è impallidita la figura del sindaco, declassato a ciambellano del defunto. Se è di sinistra, cerca di salvare capra e cavoli, cioè la fedeltà ai valori democratici e i cortei di energumeni in camicia nera, ma è come essere il sindaco di Disneyland quando Topolino ti sta sui coglioni e hai sempre preferito i cartoni della Warner Bros. Se il sindaco è di destra, come quello attuale, ha meno scrupoli, si ingegna di far debordare il clima fascista e nega il contributo del comune ai viaggi d’istruzione ad Auschwitz per le scuole. Una delicatezza politicamente corretta che ci sta facendo fare una figura di cacca davanti a tutto il mondo, a cominciare dalla Germania, dove il consiglio comunale di Dresda ha dichiarato lo “stato d’emergenza nazismo” a causa dell’atmosfera di violenza fomentata da movimenti neonazisti. A differenza di quel che pensa Salvini, certe cose non sono «sepolte dal passato» – o meglio, sì, sono sepolte, ma non basta seppellire per dimenticare, altrimenti alla tomba di Predappio ci andrebbe solo la famiglia della Buonanima, il 2 novembre.

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